Certificazione UNI/PdR 125:2022: guida completa
Versione in vigore, requisiti, documenti, percorso di certificazione ed errori da evitare.
La nostra esperienza. Ra-cert lavora da anni con aziende in tutta Italia, isole comprese, nella certificazione della parità di genere. Partiamo dai dati che l'azienda ha già (organico, retribuzioni, politiche del personale) per costruire indicatori veri, non documenti di facciata.
Cos'è la UNI/PdR 125:2022, in concreto
La UNI/PdR 125:2022 è una prassi di riferimento pubblicata dall'UNI che definisce un sistema di gestione per la parità di genere. A differenza di molte norme sui sistemi di gestione, misura i risultati con indicatori (KPI) qualitativi e quantitativi, raggruppati in sei aree. È il riferimento per la certificazione della parità di genere prevista dalla legge italiana, che dà accesso a esonero contributivo e premialità nelle gare.
Le sei aree e il loro peso
Ogni area ha un peso sul punteggio complessivo. Per ottenere la certificazione serve un punteggio minimo del 60%.
| Area | Peso | Cosa misura |
|---|---|---|
| Cultura e strategia | 15% | Politiche, piano strategico e impegno della direzione per la parità |
| Governance | 15% | Presidio organizzativo, responsabilità, presenza femminile negli organi decisionali |
| Processi HR | 10% | Selezione, valutazione, formazione e carriere senza discriminazioni |
| Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda | 20% | Presenza femminile per livello, ruoli di responsabilità, percorsi di crescita |
| Equità remunerativa per genere | 20% | Differenze retributive a parità di ruolo e livello |
| Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro | 20% | Congedi, rientro dalla maternità, flessibilità, servizi di conciliazione |
Il numero di indicatori da applicare dipende dalla dimensione dell'organizzazione: per le realtà più piccole la prassi prevede un insieme ridotto.
I vantaggi previsti dalla legge
Esonero contributivo dell'1%
La Legge 162/2021 (art. 5) riconosce ai datori di lavoro privati in possesso della certificazione della parità di genere un esonero dell'1% dei contributi previdenziali a loro carico, fino a un massimo di 50.000 euro l'anno per azienda. Il beneficio si chiede all'INPS con la procedura telematica e nelle finestre indicate ogni anno dall'Istituto. Il certificato deve essere rilasciato da un organismo accreditato secondo il Regolamento (CE) 765/2008, come previsto dal decreto ministeriale del 29 aprile 2022.
Punteggio nelle gare pubbliche
Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) consente alle stazioni appaltanti di attribuire un punteggio premiale alle imprese certificate per la parità di genere (art. 108). La UNI/PdR 125 è inoltre compresa nell'Allegato II.13: se il bando lo prevede, la garanzia provvisoria si riduce ulteriormente fino al 20%.
Il percorso di certificazione
- Analisi iniziale degli indicatori: calcoliamo i KPI con i dati reali dell'azienda (organico per genere e livello, retribuzioni, promozioni, congedi) e stimiamo il punteggio di partenza.
- Piano strategico: obiettivi misurabili per le aree con punteggio più basso, approvati dalla direzione.
- Governance: un comitato guida per la parità di genere, con ruoli e responsabilità definiti.
- Politiche e procedure: selezione e carriere, equità retributiva, prevenzione delle molestie, tutela della genitorialità, linguaggio inclusivo.
- Formazione e comunicazione interna ed esterna.
- Monitoraggio e audit interno degli indicatori e del piano.
- Audit dell'organismo accreditato e rilascio del certificato, valido tre anni con verifiche annuali.
Esempi di indicatori
- Percentuale di donne nell'organico e nei diversi livelli di inquadramento.
- Percentuale di donne con ruoli di responsabilità e negli organi decisionali.
- Differenza retributiva tra uomini e donne a parità di livello.
- Rientri dopo il congedo di maternità e tassi di permanenza nei mesi successivi.
- Presenza di un piano strategico e di una politica per la parità approvati dalla direzione.
- Strumenti di conciliazione (flessibilità oraria, lavoro da remoto dove possibile, servizi).
Gli errori da evitare
- Dati incompleti: gli indicatori quantitativi richiedono dati del personale affidabili. Prepararli presto evita ritardi.
- Piano senza obiettivi misurabili: l'ente verifica che gli obiettivi siano seguiti nel tempo.
- Certificato non accreditato: senza accreditamento il certificato non dà diritto all'esonero contributivo.
- Dimenticare il mantenimento: le verifiche annuali controllano il miglioramento degli indicatori e l'avanzamento del piano.
Articoli sulla UNI/PdR 125:2022
Domande frequenti sulla UNI/PdR 125:2022
Quanto vale l'esonero contributivo per la parità di genere?
L'1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 50.000 euro l'anno, per i datori di lavoro privati certificati (Legge 162/2021, art. 5). Si chiede all'INPS nelle finestre indicate ogni anno.
Qual è il punteggio minimo per certificarsi UNI/PdR 125?
Il 60% del punteggio complessivo, calcolato sulle sei aree con i rispettivi pesi.
Le piccole aziende possono certificarsi?
Sì. La prassi prevede un insieme ridotto di indicatori per le organizzazioni più piccole. Restano escluse di fatto le partite IVA senza dipendenti.
Il certificato vale per le gare pubbliche?
Sì: le stazioni appaltanti possono attribuire un punteggio premiale (art. 108 del D.Lgs. 36/2023) e, se il bando lo prevede, ridurre ulteriormente la garanzia fino al 20% (Allegato II.13).
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