Certificazione ISO 22000: guida completa
Versione in vigore, requisiti, documenti, percorso di certificazione ed errori da evitare.
Versione in vigore. È la ISO 22000:2018, con l'emendamento del 2024 sul cambiamento climatico. È in corso la revisione della norma: fino alla pubblicazione della nuova edizione ci si certifica sulla versione in vigore.
La nostra esperienza. Ra-cert lavora da anni con aziende alimentari in tutta Italia, isole comprese, nella certificazione ISO 22000. Partiamo dal piano HACCP che l'azienda ha già e lo inseriamo in un sistema completo, senza rifarlo da zero.
HACCP, ISO 22000 e FSSC 22000: le differenze
- HACCP: obbligatorio per legge per gli operatori alimentari (Reg. CE 852/2004). È un metodo di autocontrollo, non una certificazione.
- ISO 22000: norma volontaria certificabile che integra l'HACCP in un sistema di gestione completo, con leadership, obiettivi, audit e miglioramento.
- FSSC 22000: schema di certificazione che unisce la ISO 22000, i programmi di prerequisiti specifici per settore e requisiti aggiuntivi. È riconosciuto dalla Global Food Safety Initiative (GFSI), e per questo è spesso richiesto dalla grande distribuzione internazionale, in alternativa a schemi come BRCGS e IFS.
Prima di partire conviene chiedere ai clienti principali quale schema riconoscono: per alcuni basta la ISO 22000, altri chiedono uno schema GFSI.
Come è costruito il sistema
Programmi di prerequisiti (PRP)
Le condizioni di base di igiene: struttura e layout, utenze, pulizia e sanificazione, lotta agli infestanti, igiene del personale, gestione dei fornitori, prevenzione delle contaminazioni crociate.
Analisi dei pericoli
Per ogni pericolo si decide come controllarlo: con un punto critico di controllo (CCP), che ha limiti critici misurabili, oppure con un programma di prerequisiti operativo (OPRP), che ha criteri di azione. Questa distinzione è una delle differenze principali rispetto al solo HACCP.
Due cicli di miglioramento
La norma lavora su due livelli: il ciclo di gestione dell'organizzazione (politica, obiettivi, riesame) e il ciclo operativo dei processi di sicurezza alimentare (pianificazione, controllo, verifica, aggiornamento).
Comunicazione lungo la filiera
Fornitori, clienti e autorità: la norma chiede una comunicazione strutturata sui pericoli e sui requisiti di sicurezza alimentare.
A chi serve
A tutte le organizzazioni della filiera alimentare, direttamente o indirettamente coinvolte: produzione primaria, trasformazione, ristorazione collettiva, logistica e magazzini, produttori di imballaggi, ingredienti, additivi e attrezzature.
Come si ottiene la certificazione, passo per passo
- Analisi iniziale di prerequisiti, piano HACCP e organizzazione.
- Analisi dei pericoli con distinzione tra CCP e OPRP.
- Sistema di gestione: politica, obiettivi, procedure, comunicazione, emergenze, ritiro e richiamo.
- Applicazione con registrazioni reali, verifiche e validazioni delle misure di controllo.
- Audit interno e riesame della direzione.
- Audit di certificazione, certificato triennale e sorveglianze annuali.
Gli errori più frequenti
- Trasformare tutto in CCP, rendendo il sistema ingestibile.
- Misure di controllo non validate.
- Prova di ritiro e richiamo mai eseguita.
- Fornitori di materie prime critiche non valutati.
- Scegliere lo schema sbagliato rispetto a quello richiesto dai clienti.
Da cosa dipendono tempi e costi
Dipendono da tipologia di prodotti e processi, numero di linee e siti, stato dei prerequisiti e del piano HACCP, e dallo schema scelto (ISO 22000 o FSSC 22000). Dopo una breve analisi ti inviamo un preventivo gratuito entro 24 ore.
Articoli sulla ISO 22000
Domande frequenti sulla ISO 22000
La ISO 22000 sostituisce l'HACCP?
No: l'HACCP resta obbligatorio per legge. La ISO 22000 lo integra in un sistema di gestione completo e certificabile.
Che differenza c'è tra ISO 22000 e FSSC 22000?
La FSSC 22000 comprende la ISO 22000 più prerequisiti specifici per settore e requisiti aggiuntivi, ed è riconosciuta dalla GFSI.
Cos'è un OPRP?
È un programma di prerequisiti operativo: una misura di controllo per un pericolo significativo, gestita con criteri di azione invece che con limiti critici come un CCP.
La grande distribuzione accetta la ISO 22000?
Dipende dal cliente: alcuni la accettano, altri richiedono uno schema riconosciuto GFSI come FSSC 22000, BRCGS o IFS.
Quanto dura il certificato?
Tre anni, con audit di sorveglianza annuali.
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Testo preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato sulle fonti normative ufficiali.
